Stage di bastone Bong Phap

Domenica 16 giugno si è svolto lo stage di bastone Vietnamita Bong Phap con il Maestro Claudio Beducci. E’ uno degli appuntamenti più belli della stagione per via del periodo estivo. La location è il parco di Cadoneghe, dove si sta tra agli alberi, a stretto contatto con la natura, ed è proprio il caso di dirlo “tra terra e cielo” , a piedi nudi per assorbire tutta l’energia che si irradia dalla terra, e con la testa tra le nuvole baciati dal sole,rinfrescandosi tra le fronde degli alberi mosse da un leggero venticello. Durante questo stage si gode  totalmente degli elementi della natura: sole, terra, cielo,e legno. 

Il legno è un elemento  legato all’organo fegato ,ed essendo in dirittura di arrivo verso l’estate, se ne traggono gli effetti benefici per cui abbiamo lavorato durante l’inverno.

Il bastone è un’arma vicina alla natura per la sua conformazione. Guardandosi attorno e vedendo gli alberi che forniscono il legno, si ha la sensazione che la natura stessa ci regali l’opportunità di renderle omaggio.  Mi piace pensare che siamo parte dello stesso pianeta, uomini, animali e piante,e le occasioni di stare all’aperto a fare qualcosa di collettivo sono un buon punto di partenza per il rispetto e integrazione dell’ambiente che ci circonda.

Questo anno è stato ancora più bello dell’anno scorso. Forse dirò la stessa cosa pure il prossimo anno, ma la curiosità di imparare una forma nuova, rende lo stage sempre interessante. Il maestro Claudio è una persona veramente paziente nello spiegare i movimenti preparatori, che andranno poi incastrati come in un Tetris a comporre la forma. Durante la di  fase riscaldamento, gli esercizi hanno  fatto lavorare alcuni muscoli assopiti. Il fine dello stage, è cercare di portare a casa movimenti nuovi da usare nelle nostre palestre ad integrazione del lavoro che già facciamo. Non è forse questo lo scopo degli stage?  incontro, apprendimento e condivisione. Non importa se alla fine non hai imparato la forma, qualcuno ci riesce, qualcuno ricorda la prima parte, chi la seconda;più avanti ci proveremo ad incastrarla. Gli stage smuovono le menti, creano nuovi spunti, danno visioni diverse di esecuzione, e mentre sei li che provi a far vorticare il tuo bastone, passa la gente e ti osserva rapita. Forse pensano che siamo bravi, forse che sia facile usare il bastone, oppure che sia difficile, o che non sapevano che il bastone si potesse usare in questo modo. 

 

A metà della mattinata facciamo una pausa ristoratrice, non mancano mai in questi stages. Tra di noi si chiacchiera, si mangia qualcosa, si condividono le prime impressioni sulla nuova forma. Le Maestre Ines e Anna Campo si prodigano per farci sentire a nostro agio e bene accolti, assieme alla Maestra Cristina Faggiotto. Il lavoro di pensare e coordinare gli stage è una strategia di squadra, e loro la compongono instancabili e in maniera attenta.

La pratica del bastone offre molti benefici. Quando ero molto più giovane, ricordo che a scuola si facevano delle lezioni di ginnastica posturale con il classico manico di scopa; mai avrei pensato che trent’anni dopo mi sarei ritrovata ad usarlo nuovamente; ma questa volta è diverso, il bastone ha un’anima, una storia, una pratica che punta all’armonia e all’uso sapiente della forza. Ma come tutte le cose belle, lo stage arriva alla fine. Rifacciamo la nuova forma che abbiamo imparato, cercando di eseguirla nel migliore modo possibile. Poi ci si saluta ripromettendosi di trovarci agli prossimi stages. Nel mentre che usciamo dal parco, sudati ma felici, guardiamo la maestosità degli alberi che sembrano dirci “abbiate cura dei nostri bastoni”.

Nelle ore che passiamo in palestra ad allenarci siamo allievi, ma durante gli stages siamo discepoli di questa meravigliosa disciplina che è il Viet Tai Chi.

Palestra non è dove sei, ma dove stai con il cuore.

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